Ultimo aggiornamento martedì, 23 gennaio 2018 - 11:46

Vittorio Brumotti e la troupe di Striscia aggrediti a Napoli: “Anche un bambino nella gang”

Cronaca
12 gennaio 2018 10:04 Di lazzaro
2'

Ormai Vittorio Brumotti di Striscia la Notizia sta battendo il record di aggressioni subite per i suoi servizi realizzati per il tg satirico di Canale 5. Tra Brumotti e Luca Abete ormai siamo abituati ad apprendere notizie di aggressioni durante il loro lavoro. Ma cosa è successo nelle ultime ore all’inviato? Mentre era a Caivano, nel famigerato Parco Verde, una delle piazze di spaccio a cielo aperto più renumerative di Napoli e provincia, conosciuto per i tristi destini di Antonio Giglio e Fortuna Loffredo, i due bambini morti dopo essere stati lanciati dai piani alti di uno dei tanti edifici popolari presenti, è stato aggredito con la sua troupe.

STEFANIA PETYX DI STRISCIA LA NOTIZIA AGGREDITA

La notizia è stata fornita proprio una nota della trasmissione di Antonio Ricci: “Verso le 15 l’inviato e i suoi collaboratori si trovavano al Parco Verde di Caivano per documentare lo spaccio di droga che da tempo ha in parte abbandonato l’area del Rione Scampia per trasferirsi in questa cittadina a nord di Napoli. Per la prima volta una troupe televisiva ha documentato questo nuovo traffico esercitato in maniera molto organizzata e violenta da una banda di camorristi”.

I dettagli sono davvero impressionanti: “L’inviato di Striscia e la sua squadra non hanno nemmeno fatto in tempo a scendere dall’auto blindata, che sono stati circondati da 7-8 persone (tra cui un bambino) incappucciate che hanno cercato di aprire le portiere, minacciandoli di morte. Falliti i tentativi di aprire l’auto, i delinquenti hanno impugnato bastoni e una sedia con cui hanno sfasciato la carrozzeria e cercato di rompere i vetri, che per fortuna hanno resistito. Solo l’intervento dei carabinieri ha interrotto la violenta aggressione, ma gli agenti non sono riusciti a fermare nessuno dei camorristi. Intanto dalle finestre dei palazzi intorno continuavano ad arrivare insulti e minacce di morte nei confronti dell’inviato del Tg satirico e dei suoi collaboratori”.

Vittorio Brumotti ha rischiato grosso ed era facilmente intuibile che potesse avere questo epilogo la sua incursione in uno dei luoghi più controllati dalla camorra in provincia di Napoli.

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